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Novità nelle cause previdenziali

L’accertamento tecnico preventivo obbligatorio, in vigore dal 1 gennaio 2012

E' stato introdotto come condizione di procedibilità obbligatoria per le cause previdenziali:

- invalidità civile, 
- sordità civile, 
- handicap e disabilità, 
- pensione di inabilità, 
- assegno di invalidità, 
Il cittadino che vuole riconosciuti i suoi diritti in giudizio, in materia previdenziale e/o assistenziale presenta con ricorso al Tribunale nel cui circondario risiede l’attore, la richiesta di “Accertamento tecnico preventivo”.
Con questo accertamento, si chiede la nomina di un perito che verifichi la sussistenza dei requisiti sanitari che legittimano la pretesa fatta valere, da parte di un perito, 
preventivamente . 
L’A.T.P. viene indicato come condizione di procedibilità del giudizio, la cui mancanza o incompletezza comporta l’assegnazione da parte del giudice alle parti, di 15 giorni di tempo per poterlo espletare o concludere quando iniziato. 
Pertanto, il cittadino che si vuole opporre ad un verbale di invalidità stabilito dall’Inps, deve prima fare istanza di accertamento tecnico,affinché il perito verifichi 
preventivamente le sue condizioni medico-legali
Quando il perito termina le sue operazioni e redige la relazione, le parti possono nei 30 giorni successivi al deposito contestare . Se non vi è contestazione, il giudice emette il decreto, con cui omologa l’accertamento del requisito sanitario secondo le risultanze indicate nella relazione peritale. Ii decreto di omologazione non è impugnabile, né modificabile. Va notificato agli enti competenti che verificano tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente e pagano le prestazioni entro 120 
giorni. 
Se non c’è accordo, la parte che contesta il verbale del perito presenta ricorso entro 30 giorni e introduce il giudizio. 
Non è previsto l’appello della sentenza emessa.